fighe d'in autru cavagnu

Fighe d’in autru cavagnu

(Delenda Carthago)

 

Il redattore se ne stava seduto e beato ad un tavolino del dehor d’un noto e centralissimo bar di Sanremo. Sorseggiava il suo immancabile Esta-Thè, e trascorreva circa mezz’ora.

Cosa accade in 30 minuti al tavolo di un bar di Sanremo?

Otto. Otto pseudo mendicanti e/o venditori di qualcosa che non sia affatto necessaria. Tipo il mangime del pappagallino. Ma gli animalisti brambillosi dove stanno, nel caso? Oppure la micro macchinetta da cucire. O la signora rom con figliolanza minorenne (cinque) che chiede aiuto. Aiuto per tagliare il pisello al marito, forse? Insomma, lì davanti passa un tot di umanità disagiata. La quale, pur di evitare di lavorare sul serio, vende gli spidget finger usando le barriere antiterrorismo come bancone. Non è che per un nanosecondo si fermino a ragionare che se ci sono i new jersey è perché marca male. Perché tanta gente è morta sotto le ruote di un tir, e quindi è pure niente rispettoso alla memoria di tanti innocenti piazzare lì la mercanzia. No, l’idea non li sfiora nemmeno. E, resti tra noi, è questa la roba che più fa incazzare il redattore.

Dunque, il tavolino del bar:

Otto. In mezz’ora. E non è che sei dici no grazie tolgano il disturbo. Nemmeno per sogno. Restano lì, impalati col cappelletto in mano a biascicare mamma ho fame. Ora: io non sono tua mamma. Se venissi al tuo Paese e mi mettessi a chiamare mamma chi mamma non è, voi, baldi giovani che scappate dalla guerra, come la prendereste? Perché pare che laggiù Manica lunga Manica corta? sia lo slogan meglio recitato anche per molto meno di una pseudo mamma.

Sanremo pullula di finti profughi, falsi commercianti, veri menabelin:

Il Comune avvisa il Comune, il Comune avvisa il Governo, il Governo avvisa il Governo. Ma sbaglia l’indirizzo mail, la quale mail finisce in Zambia con testuale testo: Venite tutti qui che facciamo gli affaracci nostri alla facciazza loro.

Torbido è la parola:

Torbido. C’è in giro una considerevole mole di persone: da dove provengono? Sono profughi senza esserlo? Mentre qui, sull’altra sponda, noi siamo contribuenti costretti ad esserlo. Ma todos los buonistas che ai migranti procurano vitto e alloggio come mai non vedono i tizi mendicare? Se mendicano significa che sono privi di sostegno, invece pare che il sostegno lo abbiano. Roba da far impallidire Cassius clay.

Tu commerciante paghi le tasse?

Certo, sennò o prima o poi l’Agenzia ti fa un mazzo tanto. Loro no. Loro vanno impuniti, e digiamolo: quelli che s’accontentano di rifilarti due rose sono i più galantuomini. Tutto quel che c’è dietro nemmeno lo sappiamo per intero. Ed è meglio così. Stiamo a livello pelicùla horror. E mo’ arriva lo iussoli, quello meglio iussoli che male accompagnati. Quindi noi, tu Gentile Lettore ed io petulante redattore, dobbiamo pure esserne contenti. Perché il peggio non è mai morto, e la Libia è Roma Sud.

Delenda Carthago?

Te lo ricordi il senatore e il cesto di fichi? Correva l’anno 147 A.C. Tale Catone il Censore mostrò al Senato romano un cesto di fichi, frutto delicatissimo, che però aveva preservato la sua freschezza nel viaggio Carthago (odierna Tunisi) Roma. Ergo: Tunisi è troppo vicina, dobbiamo distruggerla; ariergo: Carthago delenda est.

Se il Censore si riaffacciasse a questa vita anche solo per un secondo resterebbe esterrefatto. (Perché dire demmerda parrebbe brutto.) Adesso sun fighe d’in autru cavagnu. E quivi il redattore si ferma prima che lo fermi qualcuno, lo metta su un gommone e lo sbarghi a Carthago. Beh però se a Carthago ci fosse connessione…anche adsl…lascia stare la  banda larga…pazienza i giga…

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*