E la nave va!

E la nave va!

(e il sanremasco resta)

 

Sabato scorso il tipico sanremasco ha aperto le finestre di casa e, di colpo … il Nemico! Ebbene sì una nave da crociera stava placida in rada. Addirittura in attesa di sbarcare turisti per una giornata da dedicare a Sanremo e dintorni. Ora, Gentile unico Lettore, poggia  lo sguardo sul termine dintorni, il redattore ne riparlerà  poco più avanti.

Già con le balls che gli rullano, il sanremasco si reca immediato a bussare l’uscio del vicino di casa. Ma chi è che li fa venire ‘sti qui?  E cosa ne so? Sarà il Turismo. Comunque son capaci solo di far  venire gente a rompere il belino. Tutti scuralami devi guardargli più le mani che i piedi! Senti, ti potresti informare preciso su chi li ha fatti venire che poi scrivo a sanremonews?

Il vicino di casa tentenna, svicola, temporeggia per poi uscirsene col solito sussurro: “Tunin lo sai che c’ho mio figlio che vuole entrare al Casinò, lo sai…”.

Con l’espressione ‘entrare al Casinò’ il cittadino locale intende l’ottenere un impiego presso la Casa da Gioco. Roba per la quale venderebbe la madre e anche qualche neonato parente o affine se riuscisse indisturbato a mettergli le grinfie addosso.

A Tunin non resta altro da fare che posizionarsi di fronte al solito bar di c.so Matteotti e attendere il momento propizio. Con aria fintamente interessata alle locandine dell’edicola lì accanto, mima telefonate inesistenti per distrarre l’attenzione dei passanti, senza rendersi conto che tanto non se lo fila nessuno.

Dintorni!

Vediamo un poco il motivo per cui il residente ha terrore di questa innocua parola, ed intanto lasciamo un attimo Tunin al suo malcelato lavoro di spia. Dintorni, per il sanremasco, significa Montecarlo. I pullman che stazionano in banchina del porto in attesa dei croceristi sono monegaschi e belli pronti a trasportare i turisti al di là del confine.

Il sanremasco li minerebbe dal primo all’ultimo, pullman e croceristi. I primi per non farli partire, i secondi per non farli rimanere. Confuso il nostro eh? Eh sì, è confuso. Ma di un fatto è certissimo: non ce li vuole. Né navi né turisti né pullman né Montecarlo. Perché? Perché egli odia il turismo da crociera, perché non lo capisce, non ne vede i vantaggi. Là dove organizzerebbero viaggi interstellari in favore dei croceristi, i sanremesi alzano le barricate.

Mai ci sarà sindaco che li potrà accontentare. Vengono le navi? Non va bene? Non vengono le navi? Non va bene. A Sanremo c’è niente da vedere, stiano a casa loro tanto si portano anche l’acqua e adesso in più ci mollano la rumenta targata mi o CN o TO.

Hai bel dirgli guarda che pagano con carte di credito prestigiose, apriti cielo!

La plastica! Pagano con la plastica! E poi c’ho le commissioni da pagare e poi la banca me le passa sul conto 3 giorni dopo e poi non vedo il soldo (soudo) girare.

Il sanre se non vede girare il soldo diventa matto e quando lo vede girare ti dice Sì, un po’ ma mica come una volta, adesso povera Sanremo!

Nel mentre, Tunin è in affanno davanti al bar. Nessuno sa niente o meglio sanno tutto, ma: deve farli venire Beciagrilli (a Sanremo i comunali hanno il soprannome, così se ne può dire liberamente al bar senza destare sospetti). Quantomeno fino al giorno in cui Cicin Pesafumu andò dall’allora sindaco. Entrando nell’ufficio, lo salutò con un caloroso Bona Tantum Ergo!)  Beciagrilli? Ma non era  Stirassapapei che si occupava delle crociere? Mah … i man diitu che … Sua Altesse La Libresse fa tutto lei, non muove foglia, se semu capii?

Lo stranito Tunin se ne torna a casetta con il nulla in tasca. Mai senza aver incontrato una massa di concittadini dissidenti, tutti decisi a non votare più la prossima volta. Ma sicuri che, comunque vada, a Pre Cagastecchi, alias potente assessore di fede ancor democristiana, sarà impossibile un rifiuto stante alla gentile richiesta O mi voti, o tuo figlio il posto alla Luce lo vede col binocolo!

 

[Il minuscolo redattore profitta per ribadire il sostegno alla raccolta firme per intestare uno spazio pubblico cittadino alla memoria del commediografo Gin De Stefani. L’iniziativa è promossa dall’instancabile sanremascone ed amico di lunga data Franco D’Imporzano. Egli redattore non avrà neppur da porsi il problema: il suo proprio nome è già scolpito a caratteri carcerari sopra l’ingresso di una cella sita nella Casa Circondariale di Valle Armea (perché dire: redattore prima o poi in gattabuia ci finisci, pareva poco)

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