I sanremesi vanno aiutati a casa loro!

I sanremesi vanno aiutati a casa loro!

(e i matuziani anche)I sanremesi vanno aiutati a casa loro!

Dunque è necessario fare luce sulla tipologia di soggetto che anima e animerà il governo cittadino. Bada bene Gentile unico Lettore quivi ci si limita a mostrare caratteristiche, se pretendi generalità recati direttamente al bar.

Number One: il Politico D.O.C:

ove l’acronimo sta per Devo Occupare Consigli (comunali, amministrativi, bocciofili, cazzimmàri, ect.) Nel frattempo, e nel frammezzo di pressanti impegni istituzionali, costui trovàsi in sosta permanente davanti al bar più frequentato di Sanremo. Chiama tutti, saluta tutti, pacche sulle spalle a tutti; si distrae giusto quell’attimo per chinarsi e dare un’alitata alle Hogan al fine di ripulirle dall’orrendo pelucco appena insediatosi. Ripresa padronanza di andreottiane maniere, il rito riparte. Compagni di merende del Politico D.O.C. sono: dirigenti e altolocati dipendenti della Casa da Gioco sanremese, commercianti rossibancari ad ostentare sorrisi e battute che nemmeno un’osteria veneta, compreso il vanto di auto ipotecate da tempo immemore. Chi salda il conto? Ma lui, ovviamente! Lui, chi? L’Aspirante Politico, che diamine!

Ed eccolo qui, l’Aspirante Politico:

costui è un essere aspirante premente. Aspira al ruolo comunale e preme per ottenerlo. Come sia in grado di leccare piedi h24 è un mistero anche per Hercule Poirot, ma è comunque la sua unica occupazione: nato in pieno  hashtag: vogliadilavoraresaltamiaddosso (fagnàn in sanremasco, fanagott per il Gentile unico Lettore meneghino) egli bazzica caffè e piazze, soprattutto virtuali: 4.999 amici su Facebook. Ne manca una! E Tunin, l’assessore di Beuzi, che fine ha fatto? Gli ho tolto l’amicizia, non ci voglio avere più niente a che fare. Nel mentre transita proprio Tunin di Beuzi. E che fa il nostro A.P.? Gli corre incontro lo abbraccia gridando Tieniti i soldi ma saluta!, fatto, il primo, che in Sanremo non è mai il caso di precisare. Dall’incontro scaturisce il ciapéto (spetteguless per Striscianti) sul Presidente di nuova Associazione Culturale, presentata al pubblico, et in pompa magna, nella sede di vicolo Spantenegati (casse di gassosa una e mezza, tre lecca lecca sbassussati da un belinone di passaggio e già inseriti alla voce ‘complotto’.)

E dunque s’avanzi il Presidente di Associazione Culturale:

maniaco dei comunicati stampa e delle Pagine Facebook. Parla e scrive con la cognizione di causa d’un Churchill e con la competenza di un De Gasperi; non nominategli il congiuntivo perché quando la maestra lo spiegava lui stava già alla marina a fare l’ass cul. Tuttologo di atavica fame, non v’è argomento sul quale egli taccia. Ma ciò che più gli sta a cuore è la specifica: la nostra associazione è apolitica und apartitica. Mentre lo dice la bava gli scende fino al colletto della camicia, i canini s’allungano e un rivoletto di sangue appare lungo il polso.  Per contro puntualizza: noi siamo 1/2 sovranisti, 1/3 patrioti, 1/4 nazionalisti, 1/5 mussoliniani, 1/5 astropofagi, 1/6 risvoltinati. Ma cos’è? La ricetta Spritz del cucuzzaro? Ad ogni modo in Rete lo individuate dal sottaciuto esito finale dei suoi post, ovvero: Roosevelt spostati.

Manca qualcuno? Sì, l’altro. L’altro chi? Lui: l’elettore:

il quale vede, s’avvede, e provvede. In cabina, dopo essersi sorbito cinque anni di ciofecate miste a ricchi premi e cotillon, dopo aver assistito agli show dei peggio scuegni in circolo ed aver stracciato la tessera della Tribù dei Vacàputanga, entra in cabina e, se non gli sale il cristomisto, finalmente vota! Per chi? Ma per il solito Priorato di Sion. Ebbene sì: egli vuole morire democristiano e sanremasco (non necessariamente in quest’ordine.)

 

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