Noi sanremaschi non siamo razzisti!

Noi sanremaschi non siamo razzisti!

(The Mall, Benito il Nero e una minima controversia in Matteotti street)

 

La notizia è ancora mantenuta sotto stretto riserbo, ma qualcosa già trapela dai muri del Bellevù: il 31 settembre prossimo grande festa in città: giubilo per il gemellaggio Sanremo – Corte dei Miracoli (quella parigina, ça va san le dire.) Tanto per calmare subito l’animo inquieto del sanremasco inquieto, l’anziano vetusto e reumatoide redattore, precisa: i miracoli ce li mettono loro, l’amministrazione comunale sanremese ci mette la corte.

E immediatamente nel bar più conosciuto del c.so Matteotti parte il mugugno: eh vabbe’ noi ci mettiamo la corte, ma quale? Quella di Bacì Du Frusciu o quella di Tunin U Sciutu? Come già spiegato il redattore usa pseudonimi soltanto perché tutti usano i soprannomi, i nomi veri non li fa nessuno. Siamo o non siamo la sesta provincia calabrese? Ecco, i nomi non li fa nessuno. Tanto si sanno già e son sempre quelli, anzi c’è da dire che, nel corso del tempo, alcuni sono migliorati. E comunque speriamo restino sempre quelli, ché se arrivassero quelli di ricambio: o ci pensa Nostra signora della Costa, come sempre. O andiamo a Fatima. No, non in pellegrinaggio: in trasferimento.

Dunque: quale corte si miracolerà?

Si dichiarano aperte le scommesse. Del tipo: madame Del Turismo si ricandida?

Adesso cosa c’entra madame Del Turismo? Perché vedete sempre quello che non c’è?  S’ode una voce che gira per il bar, ma solo la voce, alcuna presenza in corpore è presente. Vediamo quello che non c’è perché quello che non c’è è quello che d’abitudine ci rifilano, sicché lo vediamo anche al bujo pesto.  Malfidenti che altro non siete, vi si propone ei miracolarvi gratis e voi … fate i difficili! Ancora la voce misteriosa, in fisico fantasma. Al che, tal Mohamed, lì astante, s’alza in piedi e urla: a noi sanremaschi…

In quella, proprio di fronte al bar, transita Benito il Nero. Hai presente, Gentile Lettore, quel tipo alto 1.60 che pesa 40 chili, col tatuaggio della faccia del duce sulla fronte e quello della XMas sul pisello? Lui. Nel sentire Mohamed pronunziare’ noi sanremaschi’ a Benito gli piglia lo sciopone, si fionda nel bar. Si piazza mani sui fianchi davanti a Mohamed e gli butta in faccia: noi tireremo diritto meglio un giorno da leone che cent’anni da pecora se ripeti ancora una volta che sei sanremasco ti rimando a casa tua con un calcio nel cùl!

Apriti cielo!

I Gruppi Facebook: Sei di Sanremo se sei Mohammed, e Sei di Sanremo se sei Benito, danno il via alla rissa.  O più che altro danno addosso al debole ignaro ciospo e spelacchiato redattore.

Tornando nel bar: un tale, giusto per sedare gli animi, attacca con Noi sanremaschi non siamo razzisti ma… e da qualche parte non meglio identificata piomba un Sta’ zitto che te sei terrone! Neanche sanremese, sei terrone!

Nel frangente scoppia bagarre: dalla main street arriva dentro il bar un sacchetto dell’organico pieno di rumenta, ma rotto. E colpisce in pieno lo spritz di un consigliere d’opposizione, il quale provvede tosto a fare il suo mestiere. Opporsi? Manco per l’anima! Dai Nocita farà bene, lasciatelo lavorare. I prossimi sacchetti saranno meglio, non si può sempre mugugnare. Nel dire le esatte parole, intanto, distribuisce santini elettorali 2019 con slogan: Sanremo ai sanremaschi, la Pigna che ce ne fotte a noi!

Così prende la parola Benito, proseguendo il concetto dell’anonimo astante.

Noi sanremaschi non siamo razzisti però ci hanno fatto diventare. Io per me ‘sti ragazzi neri che girano tutto il giorno e non fanno un belin che li anneghi, io a me non mi danno fastidio però se ne devono andare tutti a casa sua!

Nel mentre è giunta in loco troupe televisiva Studio Aperto, la giornalista nel percepire soltanto …tutti a casa sua! le prende lo sciopone colognomonzesco e tosta urla A casa mia? Ma sei pirla o ci fai? echecazzo ci farebbero a casa mia, non ce li voglio!

Avvertiti del disteso clima che regna nel corso principale giungono nell’ordine: l’assessore Sussaciodi, un rappresentante di The Mall per controllare come funziona il Gruppo Facebook Sei di Sanremo se sei The Mall, il consigliere Lustramilescarpe, 4 barra 5 politicanti. I quali tentano d’impadronirsi della scena,  ma al momento salta l’accordo sulla cifra pattuita. Costoro smammano al grido de: Commercianti di corso Matteotti votateci! Distruggeremo The Mall e costringeremo Gucci a fare le borse a 10 euro di modo che i sanremaschi possano continuare non comprarle, però pretendere lo sconto! Indi si portano verso il gruppo Sei di Sanremo se sei Benito, a sfanculare il povero redattore che al 30 giugno ha da pagare gabella.

Tuttavia…’spe’…tuttavia ‘spe’, t’ho detto!

E il gemellaggio che fine ha fatto? Rimandato a data da destinarsi per volere dell’onnipotente assessore Sobrutto, colui che apre bocca e fa partire il rutto, meglio conosciuto, lui, non il rutto, come il depravato del Guatemala per aver colà appoggiato l’apertura di The Mall. Roba che i commercianti di avenida Puerto Quetzal Matteottis  gliel’hanno giurata. A lui e al redattor cortese, re della strada re della foresta.

E adesso, parafrasando l’ottimo Tino Scotti: tutto d’un tratto, il coro! O meglio: Sei di Sanremo se fai il coro al redattore!

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