Non sparare, baciami!

Non sparare, baciami!

(di buio, di lupi e di legittima difesa)

 

Mercoledì 3 maggio u.s. ore 22:30 cadono tutte le connessioni Whatsapp d’Italia. Così dibotto e senza alcun preavviso. Whatsappdown è hashtag virale su Twitter. Ma quel che veramente attiene a codesta rubrica è: come hanno reagito milioni di connazionali nel vedere d’improvviso buio lo schermo del mega social di messaggeria istantanea? Robe da tregenda!

I più invocati, o trend topic che dir si voglia:

Raffaella Carrà (dai gay) –  il senatore Razzi (dai politici) – Nostradamus (da tutti gli altri)

Il redattore, ad esempio,  anch’egli vittima del disastro più disastrato della storia, disagiato come mai prima nella sua porca vita, crollato nelle profonde tenebre, vaga per casa. Quale casa? Perché alzando gli occhi dallo schermo dello smartphone egli s’avvede di 4 pareti a circondarlo. La bava alla bocca dalla sghitta è subitanea: dove mi trovo dove sono cosa ci faccio qui, in un luogo sconosciuto? Sono stato rapito! Sequestro fu! Vedendosi già preda dei giochini di Jigsaw, il redattore s’inginocchia e prega san Belin Abate. Il quale, sentendosi chiamare in causa dall’eretico, per la prima volta in sua vita di santità, risponde con un Fatti furbo! che risveglia altri esseri umani abitanti  il luogo.

Si scatena il panico

Terrore puro puro terrore, nemmeno Hostel II che è tutto dire. Il nostro si rialza e, nell’oscurità più totale, tira una scarica di pallettoni a casaccio, ndo cojo cojo style. Un tonfo rompe il silenzio, poi un grido: belinone hai fatto secco tuo cognato! Mio cognato? pensa il redattore, ma allora ho una famiglia! C’è vita qui. Li voglio conoscere, abbracciare, gente perbene, la mia famiglia! Ho una famiglia! E tu voce, chi sei?

Tua sorella, arriva in replica.

Be’ adesso non ti incassare, dimmi chi sei.

Tua sorella, scemu!

Mia sorella veramente, non è un modo di dire?

No, non lo è; un modo di dire è stato quando i nostri genitori volevano andare al cinema e son rimasti a casa e dopo nove mesi sei arrivato te!

Una sorella, ho una sorella! E chi l’avrebbe mai detto!

Nel contempo egli realizza di avergli testé accoppato il consorte: il panico sinistro e destro s’impossessa della sua mente. Egli vede spalancarsi le porte di Santa Tecla per uscirne mai più. Ma siccome è un genio, immediatamente riprende possesso dell’unica facoltà mentale rimastagli: Santa Tecla non è più una galera ma un museo, sono salvo!

Salvounbeliscimo! ribatte la sorella, chi me lo ridà mio marito? Anzi: chi me lo ripaga, perché rivolerlo a dire il vero … ecco … insomma … ma ripagato sì, ripagato lo voglio.

Il redattore, che è fesso ma non coglione, butta lì: senta lei, io tuo marito l’ho ammazzato per legittima difesa. Al buio, ore 22:30, è legittima difesa. Per il giudice sono innocente come Dantès! Ciapa lì sorellastra malefica, anzi solo male, ché fica proprio … a dire il vero … nevvero … è la prima volta che ti vedo ma sei ciospa forte eh. Eppoi il cadavere non è tuo marito.

La sorella del redattore, che è cogliona ma non fessa, risponde lesta: e sarebbe chi il defunto morto sparato da uno che c’ha le orbite degli occhi incollate al telefonino, sarebbe dunque chi? Fai dei nomi, avanti!

Quali nomi, è uno solo! Uno ne ho levato dal mondo! Voi sanremaschi sempre così fate: una notizia da niente e volete subito i nomi, tanto per ciapetarci mezza giornata e passare ad altro. Il nome è quello di tuo marito, presentarci no eh?

Presentarvi? L’hai sparato in mezzo al corridoio che stava andando a pisciare …

Il corridoio stava andando a pisciare? Hanno fatto i corridoi che pisciano? Ma quanto tempo son stato su Whatsapp stasera?

Cujasse!

Ah si chiamava Cujasse? Bel nome, locale non foresto, sarà contento Oddo che è leghista. E comunque il trapassato è un senegalese.

Eh? I numeri eh ma proprio i numeri in pieno! Avrei sposato un senegalese?

E perché no? Guardati in uno specchio e se non arriva uno dal Senegal chi vuoi che ti si prenda? Meno male che l’ho fulminato, capace che mi chiedeva i soldi. Con ragione eh con ragione. Se ce l’ha, ce l’ha.

Mio marito Luciano e ripeto Luciano tuo cognato Lupi di Ceriana …

Non ce n’è lupi a Ceriana, è una leggenda metropolitana. Dicono così perché vogliono il voto, ma non è vero. Comunque è legittima difesa notturna acclarata senza se e senza ma come dice Fassino. Adesso tu lei vada a comprare un termometro per misurare la temperatura del fegato del fu Lupi senegalese. Quando arrivano i caramba gli dico che mi chiamo Grissomciessai, nome che in queste ore in Italia è diventato più diffuso di Rossi. E alla pula gli  giuro spergiuro che, in clima di whatsappdown, ho pensato: alla fine del mondo, ai Maya e alla Giuve. Legalmente sono innocente come un agnelli_no.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*