Only for sanremasc member

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(ciao Lorenzina, e non solo lei)

 

Il redattore oggi non ha nulla da dire. Oibò! E se non ha nulla da dire che ci fa qui nel muto orto, solingo? Ci fa perché, seppure afono, egli redattore ripensa a tempi che furono (è vecchietto il red., Super ma vecchietto.)

Amarcord

Ai tempi di quando la sardenaira era targata, oltreché casa, Vini d’Italia. I Vini di Lorenzina e di Tito. Eccolo! Tito, in bici con le baguette infilate nelle tasche dietro della maglia da ciclista, di re_tour da Mentone, ogni santa domenica che gli dei poggiavano in terra. Al nostalgico redattore prende un filo di magone: i tempi di Guido il Gaietto, che, vestito da donna, Pamela Anderson spostati! e delle sfilate del martedì grasso accompagnato da Battifibia in frac e medaglie. I tempi di quando il redattore ed Enrico Cannoletta, correndo intorno alla cattedrale di San Siro, macinavano più chilometri di Usain Bolt e un tir messi assieme. E mamma Maria s’affannava, preoccupata di raffreddori causa sudate da bisonti.

Che tempi quei tempi! Vedi, Gentile unico Lettore, i ricordi si ammassano tra l’infanzia e qualche anno più avanti, ma oggi non s’ha voglia di metterli in riga. Vadano pure per conto loro. I tempi in cui al Caffè Centrale un cono gelato costava 50 lire e per il redattore era rigorosamente crema e cioccolato, c’era René alla cassa. Lo stesso che ci dava di carte ai Bagni Ippocampo, da tutti conosciuti come ‘da Giorè, tal Juarez Sughi, emiliano di nascita, consorte della Lina i cui muscoli alla marinara restano insuperati. All’epoca … eh all’epoca …  il redattore adesso il magone se lo sente davvero alle costole. All’epoca, quella o un’altra, ché alla tristezza l’orologio è sconosciuto, se non andavi da Morris all’ora dell’aperitivo non so dove potessi essere, o unico Gentile Lettore: eravamo tutti lì, bambini compresi col Morris colorato di rosso per farli contenti.

Che tempi quei tempi! La novena alla Madonna della Costa, la messa alle 6:30 della mattina fino al giorno dell’Assunta, con i banchetti sul sagrato della chiesa a vendere le reste, collane di nocciola ambite manco fossero Cartier. E, a proposito di chiese, te la ricordi Gentile Lettore, suor Chiarina di San Siro? Il redattore l’ammattì per il ritiro spirituale della Prima Comunione: non se lo è mai più dimenticato. Lei, non il redattore.

Nostalgia

Che tempi quei tempi! Quando Sanremo profumava di fiori d’arancio e vaniglia e Gino Guglielmi raccontava di Carletto (Dapporto.)

Beh oggi il redattore è insopportabile nel suo insistere nel passato. Redattore, stasera fatti una bella menestrina in brodu o chiama Franco D’Imporzano come faceva la sua mamma Pina ogni volta che lui, ragazzino, usciva di casa e lei lo guardava dalla finestra di piazza Eroi: “Pulìn, fa prestu, và cianin!”  E mettici sopra un grande abbraccio a tutti quelli che a Sanremo hanno voluto bene. A modo loro, perché il sanremasco è casinista nel volere bene, manco lo capisci quando ti vuole bene. Anzi scì: u te rumpe e cuje che nun ti ne pöi ciù.

Ciao Ragazzi, staivene lasciù a fare i cujasse che eravate quaggiù. Tanto lo so che ci leggete e che ci avete già classificati belinun carré, e noi qui ne siamo strafelici. Smack!

 

5 commenti

  1. E’ sempre bello leggerti, anche se non ti commento.

    1. Grazie Davide! È un piacere averti qui. Un abbraccio.

  2. E qui però un nota bene ci vuole tutto, e di più: sicché Gentile unico Lettore inserisci quanto sto per dire nel testo soprastante, al punto in cui preferisci:

    E il giardino interno della Trattoria Oddo, in piazza Eroi, ce lo mettiamo o cosa? Ce lo mettiamo eccome! Anche lì quanti giochi, grazie alla pazienza di mamma Vera che mi ospitava pomeriggi interi. Un bacione anche a lei e a papà Ettore.

    ps: Ditene un poco anche voi, sennò io non mi fermo più. E poi il Boss mi fa il cassiatone 😉

  3. Belin che brava ….. e che ricordi in via costiglioli…

    1. Grazie Flavia! Golden times quelli 🙂

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