Scrivi al Redattore

Scrivi al Redattore

(la rubrica settimanale di posta dedicata al Gentile Lettore)

 

Scrivi al Redattore, è la nuova rubrica settimanale di cui tu, Gentile Lettore, potrai usufruire ogni mercoledì per mirati consigli su come metterla nello stoppino all’inventore del Blue Whale, su come far finta di pagare le tasse, su come intortare tua moglie e farle credere d’averla scop…, pardon: assolto ai tuoi doveri coniugali anche se lei dice di non aver sentito niente e tu non sei anestesista. Insomma, robe così. Ti assale un dubbio? Parla col Redattore. Ti assale un serbo? Parla con San Pietro.

Iniziamo oggi con la lettera d’una vecchina sanremasca che ci racconta un episodio, sì doloroso, ma che aiuta a riflettere su quanto troppo spesso si punti il dito verso una malasanità peraltro inesistente. Riporta, l’accaldato redattore (sì, egli è consapevole: non est calore, son caldane di menopausa) le parole di Manin de Turte, colei che oggi lo ha fatto partecipe del proprio accorato sentimento.

Bona a vui e a mura Redattore,

me ciamu Manin de Turte e a sun sanremasca da catorze generassiui. Faime in un belu scuntu sennò a nu ve scrivu ciù. Dunque succede che io abito nella Pigna e tutte le sere me ne sto un po’ a pensare per conto mio affacciata alla finestra di casa. Pensare per conto mio vuol dire, in povere parole, avere sotto controllo l’intera situazione del quartiere. Ché il Mossad al mio confronto son bimbiminkia. Allora: me ne stavo lì tra l’osservare i maneggi di Bigin Sciacastrasse pronta a fare un sciaratto a Catè a Beghina, e tra il guardare quel belinone del figlio di Madalin Stirapajassi, e vedo salire per via Romolo Moreno la meighessa Caterina Aspi, detta Rina. Al ché, proprio mentre transita sotto la finestra, la chiamo.

Meighessa Rina, bona a vui e a mura. Me mariu, Bertumelin U Brenusu, u nu sta bèn, ha freddo.

Manin, se ha freddo coprilo!

Eseguo l’ordine della dottoressa, ma la situazione non migliora, anzi. Così la sera seguente mentre sto dietro a un ciaravuiu tra vicine di casa, ecco ripassare la dottora.

Meighessa Aspi Rina, bona a vui. Me mariu sta ancù pesu di ieri. Adesso ha caldo, tanto caldo.

E la solerte dottoressa replica.

Manin, scoprilo. Se ha caldo levagli le coperte.

Faccio né più né meno, ma lo stato di salute di Bertumelin  non è affatto confortante. Tanto è vero che la sera dopo, al passaggio della meighessa, comunico trista nuova.

Meighessa, me mariu u l’è mortu.

La dottora allarga le braccia e dice.

Cara Manin, la scienza oltre non ha saputo andare.

Come vedi, caro Redattore, quando si parla di malasanità lo si fa a vanvera. Per Bertumelin s’è fatto l’impossibile, ma i limiti scientifici ci sono e si sentono. Grazie carissimo di aver raccolto il mio pensiero, un caro (senza sconto) saluto.

Manin de Turte ved. U Brenusu.

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