The Mall, il comunista che mangia i commercianti

The Mall a Sanremo, e la disgrazia corre nella valle (Armea)

(nello splendore del sanremascope ecco a voi)

 

Autunno 2018: The Mall.

Caro Gentile Lettore, non è, come tu puoi pensare, il titolone dell’ennesimo blockbuster made in Usa. No, è la data di apertura del centro commerciale più odiato dai commercianti sanremaschi da quando esistono i commercianti, e the Mall.

Perché, devi sapere, Gentile Lettore, che il commerciante sanremasco est la personificazione del detto ‘brodosa con tanta pasta’. Del ‘sciuscià e sciurbì nu se peu’ e anche del ‘botte piena moglie ubriaca’. Mai egli è soddisfatto: c’è crisi: mugugna perché non lavora. Gli affari vanno bene: mugugna perché non vanno abbastanza. C’è gente: male, se c’è troppa gente c’è confusione e il cliente buono non compra. Sanremo deserta: male, cosa fanno in Comune tutto il giorno? Non lo vedono che ci sono solo scuralami e solo scuralami sanno far venire qui. Ormai i buoni vanno in Francia o a Rimini. Vietato contraddire pena la pena eterna di farsi degli eterni nemici.

Quindi l’arrivo di The Mall, centro commerciale che sorgerà in Valle Armea.

Dunque lontano dal centro cittadino (per il commerciante sanremasco lontano dal centro cittadino è via Roma, sicché deduci tu, Gentile Lettore). L’arrivo di The Mall è una sciagura già inserita tra le peggio catastrofi a livello terracqueo.

Il commerciante sanremasco, specie quello più accanito, ossia la specie vivente in c.so Matteotti, ha già tentato di impedirne la crescita e la nascita. Si mormora siano state attuate manovre che quelle plutogiudaicomassoniche è roba da Topolino; pare siano state chieste intercessioni a boss mafiosi defunti,  a pastorelli di Fatima, a Paolo Brosio a Medjugorje, a Wanna Marchi ovunque si trovi. Nonché messi in progetto atti sabotatori per i quali l’Isis s’è prontamente complimentata, e addirittura pare abbia già rivendicato quello che sarà posto in essere nell’agosto 2018. E che la storia ricorderà come la madre di tutti i boycott.

Ma ciò che veramente impedisce il sonno al bottegaio sanremasco è la voce che nel nuovo centro gli addetti alla vendita accolgano il cliente con un sorriso e un caloroso benvenuto. Qui il sanremasco crolla e implode su se stesso: sorriso e benvenuto? Ma son matti ‘sti qua! Però però una lampadina lesta s’accende nel vorticoso rimuginare: se salutano e sorridono tempo un mese vanno falliti! Hip hip hurrà! Il sanremasco vede la vittoria a portata di mano e di cassa: dove si sono mai visti un saluto e un’ottimo trattamento? Dalle nostre parti mai! Non ostante il barlume di speranza, egli tuttavia mastica sempre amaro e prosegue nelle intenzioni di sbarramento.

Ovvero:

Caro assessore che ti ho votato e tu mi hai, per così dire, inserito qualche rèn nel lato B preparati. Non ti voto più! Basta! Caro assessore farai la fame insieme a noi sotto i ponti, tu che hai costruito un muro! O belin! Ci muoveremo tutti uniti, o quasi. Perché tutti è parola grossa. Cosa vuoi che dica quello che c’ha il figlio pronto per il lavoro al Casinò Municipale? Oppure cosa vuoi che protesti quello che c’ha un attico mai dichiarato e abusivo più d’un mercante senegalese? Cosa vuoi che impedisca quello che affitta in nero alla Pigna? Cosa vuoi che ostacoli quello che le multe della moglie passano in cavalleria?

E così l’unione non fa la forza, fa la raccomandazione. E così l’ormai arcifamoso commerciante detto Conte Rosso, non per quarti di nobiltà ma per insistente colore del c/c bancario, lo stranoto, s’inventerà qualcosa. Al momento opportuno scatterà la trappola. Trappola sanremasca, ovviamente. Tutta sardenaira  gotu de giancu  mugugno e account anonimo su Facebook col quale scassare le balle all’assessore, il quale è iper sgamato e conosce bene i suoi polli, le sue galline e il padre di Matteo Renzi.

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