Il titolo è: Zeru Tituli

Il titolo è: Zeru Tituli

(Politicanti facebook, cadregatt e falabrac)

 

Il settimanale La Riviera, in edicola da giovedì scorso, vede pubblicato un articolo, a firma del Direttore, circa un incontro tra il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri e Claudio Scajola. Incontro avvenuto, per ammissione dello stesso Biancheri, dopo il referendum di dicembre.

Cosa c’è di strano?

Nulla. Due rappresentanti politici si incontrano quando vogliono e senza doverne riferire a nessuno, se lo ritengono opportuno. Quindi, tutto ok. Anzi: bene! Ché il dialogo è sempre benvenuto.

Ma.

Vuoi, Gentile Lettore,  che i soliti politologi, tuttologi da bar, adoratori della Luisona, zeru tituli, trattengano i freni inibitori in garage e rinuncino a dire la loro? Non vuoi. Perché l’hanno detta.

E così il churchill de’ noantri:

C’è una voce, si vocifera d’una futura allenza tra PD e Forza Italia…

Voci, vocifera. Ma il consumato statista è già al corrente di tutto:

Indi spara la sentenza (ché in città non ci sono solo 60.000 Assessori al Turismo, ci sono anche 60.000 Giudici di Tribunale): Se ci fosse conferma (e perché non l’aspetti?) una volta di più la politica  dimostrerebbe la lontananza dai  cittadini e la vicinanza ai soliti volti noti. Ecchecaspita vuol dire? Fammi un disegnino ché non ci arrivo. Però eccoti la buona notizia: non ci arrivi nemmeno tu.

Intanto, una thatcher di passaggio rincara:

…Gli hanno fatto la lobotomia a quelli che votano PD e Forza Italia, è auto lesionismo. Le parole dei giganti politici sono ovviamente puntualizzate da una serie di esclamativi da finire l’inchiostro in quarto d’ora solo per aver segnato quelli.

Ergo:

Non si conosce la situazione, mancano due anni al voto amministrativo. C’è stato un incontro, un pour parler, un approccio. Approccio che, magari, finirà in un nulla di fatto. Oppure l’esatto contrario. La politica è incontro, venirsi incontro, parole, altri incontri, pazienza, compromesso. Tèssere (non  di partito) tele complesse, intrecciare rapporti anche umani, comporre programmi. Insomma: non è roba da social, sui social non si fa politica.

E soprattutto sui social e al di fuori dei social:

Non si bolla a male parole chi la pensa in modo diverso dal nostro. Si può e si deve dissentire, ma nella maniera consona al civile comportamento umano, che all’intelligenza e cultura umana fa capo. Le sciocchezze da liderini apoliticini (eh sì, sono tutti apolitici) apartiticini i quali, probabilmente, messi alla prova, sarebbero dei perfetti ganassa e null’altro;  le sciocchezze, si diceva, sono soltanto tali.

Perché, Gentile Lettore, bada bene questa è già:

Campagna elettorale. Il degasperi in erba tifa pro domo sua, forse non sa neppure quale sarà ‘sta domo sua, però è lì che pontifica. Distribuisce deleghe, muove giunte, insomma gioca al monopoli amministrativo perché lui è: bello pulito et onestoh. Che aspetti a votarlo?  Svuota Bellevue e v(u)ota lui!

Ma i conti senza l’oste?

Chi sarebbe l’oste? Tal Mauro Ferrari da Piacenza, guru della comunicazione politica. Un gigante, lui sì: come muoverà una solissima minuscolissima fogliettina tramuterà i fenomeni in quello che sono: incapaci di manovrare un punto esclamativo, figurarsi un’Amministrazione.

 

 

 

 

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