Artemide e la fuga di San Paolo da Efeso

Artemide e la fuga di San Paolo da Efeso

I primi rifiuti nei confronti dei Cristiani a Efeso non furono religiosi ma economici

Efeso, importante centro importantissimo del Medio-oriente ai tempi di Gesù, ma anche successivamente, era una delle città più importanti della regione. Era la capitale della provincia romana dell’Asia e eminente snodo commerciale. Si trovava nell’attuale Turchia, tra le odierne città di Smirne e Aydin

La sua fondazione risale al X secolo a.C. ad opera dei coloni greco-ionici e attici.

La sua rilevanza è notevole anche in ambito religioso, essendo stata teatro delle vicende legate al paleo-cristianesimo, in particolare per quanto ci viene riportato da Apocalisse e dalla Lettera di San Paolo agli Efesini.

Quando si stavano formando e diffondendo le prime comunità cristiane, Efeso fu una delle tappe effettuate da San Paolo nel corso del suo secondo viaggio. In quella città vi si trattenne addirittura per circa 3 anni durante i quali guidò la nascente comunità dei fedeli di Cristo.

Efeso aveva anche una caratterizzazione religiosa piuttosto spiccata, ed era abitata prevalentemente da pagani e da Ebrei. La divinità maggiore adorata in loco era la dea Artemide, versione greca della dea romana Diana, che tutelava la natura, i boschi, soprassedeva alla caccia e proteggeva le partorienti.

Artemide, secondo la mitologia greca, era la sorella gemella di Apollo, nata dall’amore tra Zeus e Leto, i quali per accoppiarsi indisturbati si tramutarono in quaglie.

Fu la prima dei gemelli a nascere e immediatamente aiutò la madre a partorire Apollo. All’età di 3 anni, sulle ginocchia del padre, ottenne di votarsi alla verginità, e anche tutti i sacerdoti e le sacerdotesse a lei votati erano tenuti alla completa castità, pena punizioni severissime.

Quando il credo cristiano si espanse, gli omaggi e i tributi alla dea Artemide subirono un deciso contraccolpo al ribasso. Questo fatto preoccupò non poco i commercianti, i quali godevano di un ampio cespite di ricavi dai pellegrini devoti a Artemide.

In particolare gli argentieri si ribellarono e iniziarono a creare tumulti per impedire che si celebrassero i riti cristiani, nel tentativo di eliminare la nascente comunità.

Ben presto la rivolta degli argentieri prese campo tanto da dover temere per la vita di colui che era in quel periodo alla guida della comunità dei seguaci di Gesù: Paolo da Tarso.

L’apostolo fu dunque costretto ad abbandonare la città di notte, lasciando la guida della Chiesa di Efeso al fidato Timòteo.

Dobbiamo quindi constatare che una delle prime persecuzioni nei confronti dei Cristiani non fu dovuta a dissidi religiosi o ideologici, ma di natura legata agli interessi commerciali di una classe di Efesini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*