Coronavirus e tramonto del denaro contante

Coronavirus e tramonto del denaro contante

A causa dell’emergenza Covid-19, nel giro di poche settimane il denaro contante ha fatto spazio all’avvento prepotente della moneta elettronica

Tra gli effetti dell’emergenza Coronavirus c’è anche la crisi del denaro contante. Chi avrebbe mai detto che anche i più fedeli al pagamento cash, perché contrari alle novità o perché meglio tenevano sotto controllo le uscite, nel giro di poche settimane capitolassero e abbandonassero una abitudine di vita così radicata?

A inizio emergenza , la OMS, pur non dicendo chiaro e forte che monete e banconote potrebbero veicolare il Covid-19, aveva consigliato di lavare bene le mani dopo aver toccato i soldi, motivando che il denaro passa di mano con frequenza e può catturare ogni tipo di batterio o di virus. In Cina, il denaro proveniente da Wuhan e da altre città infette in gran parte era stato distrutto. In Corea del Sud e a Singapore la circolazione dei contanti era stata interrotta per un periodo di due settimane, imponendo pagamenti solo con moneta elettronica. Negli Stati Uniti, tutta la liquidità proveniente dall’Asia era stata sistematicamente messa in quarantena prima di essere rimessa in circolazione.

In Italia non c’é stato alcun provvedimento in tal senso ma il denaro contante ha subito la stessa sorte: accantonato. Le motivazioni prevalenti, forse , nel nostro Paese sono state altre. Far uso di denaro comporta un periodico rimpinguamento del portafoglio tramite prelievo al bancomat, che in tempi tempi di pandemia, con disposizioni governative che ci hanno imposto di limitare gli spostamenti al minimo, si traduce in un’uscita in più o in un allungamento del percorso per recarsi allo sportello. Con conseguente aumento del rischio di essere contagiati.

E così, tra rigore e timore,  si é di fatto finito per pagare con carte qualsiasi acquisto: al supermercato, nei negozi, sul web. Ovunque. La spesa online richiede il pagamento elettronico per l’importo indicato, salvo poi trattenere l’effettiva cifra in caso di mancata consegna o sostituzione dei prodotti indicati; storni e rimborsi viaggiano nel virtuale: no a resti o integrazione manuali. Anche l‘asporto con consegna a domicilio spesso prevede la formula del pagamento all’atto della prenotazione. Insomma, sembra proprio che il denaro contante abbia improvvisamente e definitivamente fatto il suo tempo.

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