Forza Alex, torna ad insegnarci il valore della vita!

Il mondo dello sport e non solo in ansia per Zanardi, campione di resilienza e di vita, che ha insegnato a tutti noi il valore dell’esistenza

Sono ore di ansia e attesa per Alex Zanardi, ricoverato in coma farmacologico presso il policlinico universitario di Santa Maria alle Scotte di Siena, dallo scorso 19 giugno dopo il gravissimo incidente occorsogli mentre partecipava ad una staffetta di beneficenza con la sua handbike. Da quel giorno l’Italia si é stretta attorno a lui, tra gli uomini più amati del mondo dello sport e non solo; campione di resilienza e di vita, che ha insegnato a tutti noi il valore dell’esistenza.

Era il 15 settembre del 2001 quando Zanardi perse entrambe le gambe in occasione di un terribile incidente automobilistico in pista, che spaccò in due monoposto, corpo, carriera e sogni del pilota. Chiunque si sarebbe scoraggiato, arreso ad un destino così cruento. Invece Zanardi, con forza d’animo e spirito combattivo, riuscì a trasformare un momento così drammatico in una meravigliosa opportunità. Di fronte al bivio obbligato tra rinunciare o andare avanti scelse di “appassionarsi ad un nuovo progetto”, la seconda strada, perché nello sport aveva capito che “la cosa più bella è lavorare al progetto più che raggiungerlo”. Un progetto che lo ha portato a vincere e stravincere con la handbike, convincendoci che quel successo, frutto di un percorso fisico e psicologico, rappresentava la normalità. Mentre quel successo di facile e normale non aveva proprio niente.

In questi anni

Zanardi ci ha sempre invitato ad andare oltre, a cercare nelle difficoltà la spinta per andare avanti, a non piangersi addosso (“invece di pensare a ciò che non puoi fare per colpa di ciò che non hai, pensa cosa puoi fare grazie a quello che hai“), ad essere grati (“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa“), a credere che ognuno di noi é molto più di quello che si pensa (“Dove prendo tutta questa forza? Tante persone credono di aver già dato tutto e ancora non hanno tirato fuori il loro potenziale”) e soprattutto a non darsi mai per vinti.Quante volte m’è successo di voler mollare, sfinito, pensando di essere molto più stanco degli avversari contro i quali sto correndo. Poi ti dici, ‘ancora cinque secondi!’. Chiudi gli occhi per lo sforzo, quasi ti fai del male per continuare a spingere e poi cavolo… Non sempre eh, ma è successo che riaprendoli li ho visti indietro, avevano mollato loro! Ecco, di quei ‘cinque secondi’ più ne vivi e più ne cerchi. Non è facile trovarli, ma ce ne sono ovunque, nello sport, nel lavoro, negli affetti, in una parola: nella vita”.

Ora devi continuare a spingere, grande campione, oggi più che mai. Non mollare perché sei per tutti l’esempio che anche nelle più ardue difficoltà ce la si può fare, ancora una volta.

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