Come cambiano le dinamiche commerciali
Nella qualità di vecchio orologiaio, formato nella frequenza di corsi svizzeri e giapponesi, e, ahimè, ormai anche orologiaio vecchio, posso dare testimonianza dei mutamenti del mercato dell’Orologeria, che ha superato momenti altamente critici, e che è atteso a prove ancora più difficili in futuro.
L’orologio ha sempre costituito motivo di suggestione, per la perfezione tecnica dei suoi meccanismi, nonché per la miniaturizzazione delle sue funzioni. Oltre a questo è assurto, a partire dall’ultimo ventennio del secolo scorso, a oggetto da collezione e da investimento.
Via via i gusti e le competenze dei collezionisti si sono affinate, e se sulle prime bastava l’antichità dell’oggetto, ora si pretende che risponda a determinate caratteristiche di rarità o a particolari condizioni estetiche.
I collezionisti più sofisticati cercano pezzi che siano stati significativi nell’evoluzione tecnica del settore, o quantomeno delle varianti che non siano apparse con costanza sul mercato.
Negli ultimi tempi però, l’evoluzione di questo mercato ha subito una trasformazione che non esiterei a definire epocale. Dapprima col nascere di negozi specializzati nel “secondo polso”, e ora con la diffusione delle offerte in rete dirette o indirette. È opportuno precisare che in Orologeria “secondo polso” è un’indicazione che si allarga anche al fenomeno degli orologi originali, con garanzia timbrata da concessionari ufficiali, ma mai indossati, che per dinamiche particolari, finiscono in questo tipo di mercato.
Le offerte indirette riguardano un tipo di pubblicità che diffonde video nei quali si riproducono (o molte volte si simulano) delle trattative in cui il professionista del settore sta comprando un pezzo importante.
Di fatto il mercato sta evolvendo, fornendo di conseguenza a queste pubblicità, delle informazioni che prima l’utente non aveva, circa i parametri che sono importanti affinché un orologio sia definito appetibile sul mercato.
La difficoltà di maturare competenza nel settore suggerisce che l’orologio sia sempre accompagnato da una documentazione adeguata, che può essere la garanzia d’origine, con l’imballo originale. Spesso però questi accorgimenti non bastano, perché i meccanismi potrebbero essere stati oggetto di sostituzioni con parti non originali. Per non parlare dei simulanti, che imitano l’originale senza esserlo.
In questo campo, forse più ancora che in altri, è dunque consigliabile una grande prudenza di azione.
Ma la vera sfida di questo settore di collezionismo, che in realtà individuai già diversi anni or sono, non si svolge tra marchi orologieri, ma dell’intero settore contro l’attacco dell’Elettronica, la quale fornisce segnatempo che hanno ormai escluso definitivamente la Meccanica.
Quanto potrà durare il fenomeno del collezionismo ispirato alla suggestione della capacità di riprodurre movimenti meccanici? Le nuove generazioni saranno ancora sensibili a questo fascino.
La mia opinione è che rimarrà sempre uno zoccolo duro di persone che saranno affascinate dal passato e dall’opera dell’ingegno meccanico, ma forse saranno sempre meno. Questo si trasformerà in una diminuzione dei prezzi, ma calando le produzioni commerciali ci saranno anche meno esemplari sul mercato, senza contare che quelli più datati tendono sempre a rarefarsi.
Cosa deve cercare quindi un collezionista? Oggi il traino maggiore è rappresentato dal prestigio del marchio e dalla richiesta sul mercato, che però abbiamo visto si basa su fattori estetici o di pubblicizzazione. Non sempre gli orologi più richiesti sono quelli tecnicamente migliori, e questo i collezionisti lo sanno bene.
Ritengo che un poco più di attenzione debba essere rivolto alle innovazioni tecnologiche. Collezionare un orologio che ha segnato una svolta o una tendenza tecnica importante, dovrebbe, nel mercato del futuro, pagare più del semplice possesso di un segnatempo che oggi va per la maggiore per motivi estetici o di produzione limitata.
Diversi collezionisti evoluti e competenti cercano infatti i primi automatici che apparvero sul mercato, i primi orologi con spirale Breguet, i primi orologi veramente in grado di immergersi in acqua, i primi con spirale in silicio, e così via.
Si tratta di un settore specifico del collezionismo che non è molto diffuso, ma che con l’andar del tempo potrebbe affermarsi e premiare i primi che si sono rivolti a questo tipo di recupero.
Per concludere ci tengo a sottolineare che la scelta dell’immagine del titolo non ha a che fare con considerazioni particolari, se non indicative di un orologio che in questo momento ha molta attrattiva sul mercato: Rolex GMT 2 “Batman”.

