Il nome Megiddo risuona familiare perché più volte citato nella Bibbia e sempre d’attualità nelle cronache archeologiche.
Attualmente costituisce una collina che è un sito archeologico (tell) in Bassa Galilea, ma in passato fu un luogo di fondamentale valenza strategica in quanto era la porta di ingresso per la catena del Monte Carmelo. Megiddo fu abitata a partire dal 7.000 a.C. fino al 500 a.C. circa, e fu teatro di numerosissime battaglie.
La sua importanza è testimoniata dagli strati archeologici che si contano in 26 e rivelano la sovrapposizione di rovine di altrettante città ricostruite sulle ceneri delle precedenti.
Dal nome di questa città antica deriva il termine Armageddon (הר מגידו, Har Məgiddô, Monte di Megiddo) per designare il luogo e l’evento che vedrà contrapposte le forze del bene e del male nella loro ultima e definitiva battaglia.
L’Armageddon e previsto nel misticismo ebraico e anche dall’antica setta essena. Al suo termine inizierà il Giudizio Universale e dunque la fine dei tempi riportata dall’Apocalisse di Giovanni.
Megiddo fu in origine una città cananea spesso presa dagli Egizi, e conquistata da Israele, precisamente da re David, nel X secolo a.C. Dopo la caduta del Regno del Nord (Regno di Israele), nel 732 a.C. cadde in mano assira e divenne la capitale della provincia assira della Galilea.
Attualmente a circa 1 km. da Megiddo sorge un kibbutz israeliano. Il tell di Megiddo è registrato come Patrimonio dell’Umanità

