Reportage - Giordania: ritorno al futuro (1)

Reportage – Giordania: ritorno al futuro (1)

Abdullah II traghetta la Giordania nel terzo millennio

In passato la Giordania fu un importante nodo commerciale per gli scambi tra Oriente e Occidente. Lo testimoniano le vestigia di Jerash (Gerasa), probabilmente il più significativo sito archeologico con i resti dell’insediamento romano più ricco fuori dall’Urbe e dall’Italia. Ma anche la splendida Petra, che mette in risalto l’abilità costruttiva e decorativa dei Nabatei del III secolo a.C.,

Oggi il governo di Re Abdullah II prova a rilanciare il Paese e punta decisamente sul Futuro. Molte sono le iniziative dell’esecutivo giordano, ben coordinate e tese a trasformare l’economia di un popolo che si dimostra intelligente e collaborativo.

La popolarità del monarca si percepisce nelle strade. Il tessuto sociale è vivo. Anche se è evidente che molta strada debba necessariamente ancora essere percorsa.

Scendiamo quindi nel dettaglio di un progetto che affronteremo in diverse puntate, per conoscere come un Paese strategico nello scacchiere geopolitico, come la Giordania, si appresta ad affrontare il terzo millennio.

Il viaggio

La prima percezione dell’ospitalità e del senso di cosmopolitismo della “nuova” Giordania” si ha già salendo sull’aereo della Royal Jordanian, che ci porta in Medio-oriente. Le hostess sono sorridenti e vestite all’occidentale, con quel tocco di gusto orientale che non guasta.

I servizi a bordo ci fanno già capire che il turismo per questo popolo, oltre ad essere importante, costituisce un investimento. Per il breve tratto di 3 ore circa che separa Roma da Amman veniamo serviti con un a scatoletta contenente un ricco panino farcito a scelta con pollo o formaggio, un’abbondante razione di Humus (la crema di ceci tipica giordana), una porzione di grissini, un muffin e un bicchiere di acqua natutale. Il tutto accompagnato con la salvietta detergente e rinfrescante. Sempre gratuitamente abbiamo gustato un bicchiere di ottimo Cabernet Sauvignon giordano, scelto rispetto a Pepsi, Sprite, acqua frizzante o succo di arancia.

Il visore touch-screen posto dinnanzi al nostro posto ci offre la possibilità di vivere il volo in tempo reale con tutte le indicazioni possibili e la proiezione della posizione geografica dell’aereo. Naturalmente si può anche scegliere un film tra una selezione di quelli che sono ora nel sale cinematografiche, oppure la compilation di musica rock o pop (in questo caso hit del panorama arabo della musica leggera). Non mancano alcuni semplici video-giochi, tra cui gli scacchi.

Atterrati ad Amman, il nostro programma prevedeva l’incontro con il rappresentante del tour-operator, che puntualmente ci ha accompagnato allo shuttle che ci ha poi condotto al nostro albergo.

Il tratto di strada ci suggerisce già alcune piccole suggestioni. Possiamo scorgere qualche tenda beduina nei sobborghi, ma anche la vitalità del commercio giordano. Impressioni frammentate da zone pietrose di una terra piuttosto rossa e avara.

La donna giordana

Facciamo fatica a pensare che la bellezza e la leggiadria della Regina Rania non abbia influenzato l’atteggiamento del popolo giordano per quanto riguarda l’emancipazione femminile. Tutto è un misto di tradizione e progresso. Nella capitale sono numerose le vigilesse in divisa, munite del velo, ma dal comportamento deciso e sicuro, che lascia trasparire una raggiunta consapevolezza della propria dimensione.

Per starda incontriamo indifferentemente studentesse con chador, altre (poche) in burqa, e molte in abiti occidentali. Braccia scoperte e volti coperti convivono in modo naturale, senza che emergano contrasti o attriti.

In albergo, nelle piscine, giovani giordane e turiste sfoggiano tranquillamente i loro bikini, e spesso nuotano affianco a giovani donne in burqini.

Molte sono le Moschee, ma numerose sono anche le Chiese. I Cristiani costituiscono circa il 3% della popolazione, e la nostra guida ci informa che il popolo giordano è orgoglioso di questa pacifica convivenza. La maggioranza musulmana è di credo sunnita.

La reciproca tolleranza è stata raggiunta certamente grazie alla lungimiranza di Re Abdullah, il quale ha dimostrato di conoscere bene il suo popolo e di saperne interpretare gli umori. La nostra guida Khalil Saleh, in un Italiano fluido e forbito, ci racconta che in occasione della Primavera Araba, i Fratelli Musulmani organizzarono una manifestazione di protesta, nel giorno di festa di venerdì, presso la Mosche che raccoglie per la preghiera principale circa 10.000 fedeli. Mentre tutti si aspettavano una reazione armata dell’esercito, il Re ordinò che i militi offrissero acqua e fiori ai manifestanti, debellando così la rivolta e conquistando il cuore del popolo.

Il turismo e l’Economia

La fonte primaria dell’economia giordana è certamente il turismo. La zona sarebbe anche ricca di petrolio, ma questo bene si trova così in profondità da sconsigliare ogni tentativo di estrazione, che sarebbe anti-economico. La Storia e l’Archeologia sono divenuti quindi protagonisti della vita giordana.

Petra, il Monte Nebo, Jerash, Madaba, il deserto del Wadi Rum, sono solo alcune delle tappe irrinunciabili per chi volesse accostarsi al questo bellissimo e suggestivo Paese.

Una nota importante delinea e fa emergere la diplomazia e l’intelligenza del governo di questo regno hashemita. Fino a vent’anni fa molti beduini vivevano nelle grotte, e soprattutto, nella regione di Petra, proprio dentro i siti archeologici.

Il Re ha allora pensato di costruire case nelle vicinanze, ma al di fuori ovviamente dei siti, munite di ogni genere di comfort (parabola satellitare, aria condizionata, banda larga, ecc.,) per ospitare le famiglie beduine, le quali hanno accettato di buon grado. Le stesse famiglie hanno poi avviato ogni genere di servizio per i turisti. Si occupano di accompagnarli con muli, asini e dromedari, li scarrozzano coi calessi, approntano gradite bancarelle ove trovare acqua fresca e souvenir di ogni genere.

Così facendo, gli archeologi giordani e quelli provenienti da tutto il mondo, possono tranquillamente e speditamente proseguire scavi e studi. Attualmente le ricchezze archeologiche della Giordania affiorano solo per il 15% di quanto ci si aspetta legittimamente di trovare sotto la sabbia. E ciò equivale ad una grande prospettiva per il futuro.

La prossima puntata

Nella prossima parte del reportage inizieremo un viaggio dettagliato tra i tesori della Giordania. iniziando da Jerash, per trasferirci a Masada sul Monte Nebo da cui Mosè vide la Terra Promessa prima di morire, e poi approderemo sul Mar Morto dove galleggeremo sopra le onde in virtù dell’alta salinità. Giungeremo poi a Petra ed affronteremo il deserto del Wadi Rum dove troveremo enormi ed inaspettate sorprese che hanno a che fare con tradizione, tecnologia e alta suggestione. Osserveremo la Sette Colonne della Saggezza illustrate da Lawrence d’Arabia. Arriveremo ai confini meridionali affacciandoci sul Mar Rosso ed osservando il deserto saudita e le coste israeliana ed egiziana. Dopo i tuffi alla ricerca dei coralli, torneremo a Amman per immergerci nella vita della capitale.

 

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