Un'eredità di Neanderthal ci espone al Sars-Cov2

Un’eredità di Neanderthal ci espone al Sars-Cov2

Emerge da recenti studi sul DNA

Secondo le nuove ricerche emerge senza ombra di dubbio che le persone che possiedono alcuni specifici geni sono maggiormente esposte a contrarre la patologia Covid-19 in modo più grave.

Sono geni che ci arrivano dalla specie Uomo di Neanderthal, e triplicano il rischio di contrarre la malattia, aumentandone la pericolosità letale.

Il genetista Svante Pääbo, autore dell’importante studio, ha evidenziato che ha trasportare questo gene siano il 30% delle persone dell’Asia Meridionale e l’8% di quelle europee.

Sono geni che hanno preservato gli uomini di Neanderthal tra 200.000 e 40.000 anni or sono, ma che ora sono scomparse.

Non è ancora chiaro come questi geni intervengano nella carenza immunitaria nei confronti della Covid-19. Il meccanismo pare però legato alla fase di attacco del coronavirus alle cellule umane.

Grazie alle nuove tecnologie si è potuti risalire ai vari incroci temporali con i popoli antichi, e di conseguenza ai mutamenti intercorsi nel DNA. Questo aspetto sarebbe strettamente legato allo sviluppo delle più pericolose forme virali emerse negli ultimi decenni: HIV e Sars-Cov2.

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