Fake news e il pericolo di informarsi solo in rete

Fake news e il pericolo di informarsi solo in rete

Un fenomeno costruito in modo scientifico

Chi pensa che le fake-news siano un giochino o il passatempo innocuo di qualche bontempone, si sbaglia di grosso.

Si tratta invece di un fenomeno costruito a tavolino per i più svariati motivi, i quali coincidono nella necessità di plasmare il pensiero e di influenzare la pubblica opinione, la cui tendenza alla credulità può essere sfruttata per tornaconti commerciali, politici e altro ancora.

Ci sono svariati testi che studiano il problema e ne denunciano la pericolosità che si manifesterebbe dall’affidarsi con superficialità alle notizie che appaiono on-line.

Ciascuno di noi, da semplice fruitore di notizie è ormai divenuto un creatore di contenuti, e la presenza in rete è selvaggia, nel senso che non esiste una vera, chiara e netta regolamentazione di controllo sulla veridicità di alcune affermazioni.

Il risultato è che attraverso una serie programmata di false notizie si ottengono dei risultati che spaventano:

  • Modifica della percezione della realtà
  • Influenza su soggetti che vengono spinti a condividere i contenuti
  • Interazione della dimensione emotiva
  • Diffusione a tappeto sui social

La scientificità di questo lavoro di ingegneria comunicativa e sociale, sfrutta anche le possibilità che offrono i social media, e dunque quello di presentare con una frequenza molto assiduo solo e a volte esclusivamente contenuti di un certo tipo, che provvedono alla convinzione e al condizionamento: sono noti a sociologi e psicanalisti gli strumenti dei “silos sociali” e delle “bolle di filtraggio” che si applicano con l’ausilio di algoritmi, per diffondere notizie false ad hoc.

Una volta entrato nel “giro” il soggetto viene galvanizzato da algoritmi, trolls e quant’altro e inserito in un circuito nel quale si esaltano le dinamiche di gruppo. Si arriva quindi a una sorta di “guinzaglio psicologico” dal quale non ci si vuole slegare per il timore di essere esclusi o tacciati da “traditori”. Al contrario si cercano continuamente conferme per ricevere le gratificazioni dal gruppo.

A sostenere le fake-news esistono anche i bot, ovvero dei profili non reali, ma costruiti attraverso programmi informatici, che simulano persone reali, e che reagiscono ad ogni obiezione in modo calibrato a seconda della situazione, da calmo a violento.

La presenza di fake-news e di strategie devianti, è ormai così diffusa in rete, che anche l’intelligenza artificiale fa fatica a distinguere le notizie corrette da quelle fake.

La rete diventa dunque, da strumento di crescita culturale, quale dovrebbe essere, a giungla da cui non è possibile trarre informazioni certe. Chi volesse informarsi utilizzando esclusivamente la rete, corre il forte rischio di rimanere un analfabeta funzionale o peggio ancora un individuo informato in modo irrimediabilmente scorretto.

Il consiglio accorato è dunque quello di non affidarsi alla rete per incrementare il proprio livello culturale, ma sfruttare catene molto più affidabili e controllate, come ad esempio testi universitari o scolastici in genere, e libri di autori riconosciuti per la loro autorevolezza. Anche in rete possiamo trovare ovviamente delle corrette informazioni, ma fidiamoci soprattutto di siti autorevoli in ambito accademico, quando si parla di scienze, e non solo di siti che sono soltanto “famosi”.

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