Abitate dai Neanderthal dall’Homo Sapiens
Le grotte site nel territorio della Giudea, in Israele, sono al centro dell’attenzione di pubblico e studiosi per l’indubbia importanza dei ritrovamenti nei siti attorno al Khirbet Qumran, poco distanti dalle rive del Mar Morto.
È bene però sapere che esistono più a ovest, e precisamente nei pressi della Strada 4, parallela all’autostrada che porta da Tel Aviv a Haifa, a metà strada tra Ein Hod e Kerem Mararal, alcune grotte molto più accessibili, che possono essere raggiunte comodamente su vie asfaltate.
Si tratta delle Grotte del Carmelo (Mearot Karmel o Nahal Mearot) che furono abitate ininterrottamente, nel loro complesso, dal 500.000 a.C fino a circa al 9.000 a.C., vedendo avvicendarsi Uomo di Neanderthal e Homo Sapiens, come testimoniano i ritrovamenti di scheletri nelle varie grotte.
Le grotte sono quattro, e si trovano su una scogliera fossilizzata che ha avuto origine circa 100 milioni di anni fa: la grotta Tabun (Forno), la grotta Gamal, la grotta el Wad (la valle), e la grotta Skhul (bambino).
Grotta Tabun
Quando venne abitata per la prima volta la grotta Tabun il livello del mare era più alto di circa 50 m. rispetto ad oggi. Con l’inizio dell’era glaciale il livello si posizionò più o meno come ora (80.000 a.C.). Il cambiamento climatico e le infiltrazioni, soprattutto dalla parte superiore, spinsero gli abitanti a spostarsi nella grotta el Wad. La grotta Tabun, proprio per il camino che si era creato in sommità, venne successivamente utilizzata come trappola per catturare animali. Nella grotta è stata rinvenuto lo scheletro di una donna riconducibile ai Neanderthal. Si ritiene, infatti, che sia stata abitata ininterrottamente dal 500.000 al 50.000 a.C.
Grotta Gamal
È una location in cui non sono stati rinvenuti resti, ma si ritiene che sia altamente improbabile che non sia stata abitata. Ai nostri giorni è stata adibita a esposizione.
Grotta el Wad
È profonda circa 70 metri. Vi si accede attraverso un’ampio spazio di ingresso che immette in un lungo corridoio e alle varie stanze. Fu abitata dal 40.000 al 20.000 a.C., ma sono stati trovati dei reperti databili al 9.000 a.C. Nelle vicinanze di questa grotta sono stati ritrovati i resti di circa un centinaio di scheletri sepolti in posizione fetalesotto un pavimento di pesanti lastre. Non si esclude dunque l’uso della zona limitrofa come cimitero. Nella zona in cui si apre questa grotta sono stati ritrovati anche resti di abitazioni circolari, il che, fra le ipotesi, fanno pensare ad un insediamento.
Grotta Skhul
È una grotta importante perché fornisce innumerevoli motivi di indagine. Sono stati ritrovati al suo interno 14 scheletri di tipo Cro-Magnon (Homo Sapiens) sepolti tra il 100.000 e l’80.000 a.C. Si dibatte dunque circa la coincidenza con lo scheletrro Neanderthal ritrovato in grotta Tabun, e la eventualità che le due specie abbiano potuto coesistere o susseguirsi a giro di brevissimo tempo, prima dell’estinzione dell’Homo Neanderthalensis.

