Reportage - Giordania: ritorno al futuro (3)

Reportage – Giordania: ritorno al futuro (3)

Gerasa, la piccola Roma del Medio-Oriente

Come annunciato nelle puntate precedenti, lasciamo la capitale Amman e ci dirigiamo verso nord in direzione di Jerash.

La città, in Italiano chiamata Gerasa, è un punto strategico del turismo giordano. Ma anche un perla di inestimabile valore per gli appassionati di Storia. Si tratta infatti del più importante sito archeologico relativo agli insediamenti romani fuori dall’Italia. I ritrovamenti sono numerosi e in costante aumento, ma anche e soprattutto curati con grande cura.

Immergendosi nella realtà di Jerash possiamo scoprire una città moderna e funzionale, ma la bellezza delle vestigia attrae e catalizza immediatamente l’attenzione.

I lavori di riscoperta e di recupero fervono e sono inarrestabili. Solo una parte dei resti sono stati portati alla luce. Ma già così com’è Jerash ci dà l’idea di una città completa.

Accanto ai templi, quasi tutti identificati, sorgono le impronte delle costruzioni che hanno costituito il cuore pulsante della vita cittadina ai tempi del dominio di Roma.

Monumenti e costruzioni

La cultura romana si mescola con quella greca, e viene arricchita dalla fantasia orientale. Si scorgono e si possono ripercorrere le vie cittadine. I lastricati sono intatti e originali. Le impronte delle ruote dei carri sono calpestabili. Le colonne che ricordano la presenza delle costruzioni sono innumerevoli. Tanto che il luogo viene comunemente definito come “la città delle mille colonne”. Anche perché esse sono costantemente presenti ai bordi delle strade.

I Romani avevano un buon senso estetico, ma anche una capacità pratica notevole. In coincidenza con particolari monumenti, ville o luoghi istituzionali o pubblici, sorgevano colonne più alte, che rompevano l’omogeneità geometrica, ma indicavano la presenza peculiare. Questa caratteristica è ben visibile a Gerasa, forse più che in ogni altro sito romano.

Una particolare attenzione merita il Teatro. Non tanto per il bellissimo proscenio e la presenza di decorazioni che erano comunque funzionali allo svolgimento delle opere, ma anche per uno studio acustico perfetto. Alla base della primo scalino destinato al pubblico, sono state praticate delle nicchie circolari disposte a intervalli regolari e simmetrici. Accostandosi ad una di queste e sussurrando alcune parole, queste si possono udire distintamente nella nicchia corrispondente in modo speculare.

A Jerash, ai tempi dell’Antica Roma, il Teatro grande serviva per rappresentazioni di effetto e di grande attrazione, quali le commedie o le esibizioni dei musici e dei cantori. Per le rappresentazioni di “nicchia”, come la recita di poesie, poemi o versi, ci si recava poco distante. In questo caso il Teatro è piccolo e meglio dimensionato e costruito per un’acustica differente.

Viabilità nell’Antica Jerash

Un’altra grande suggestione si ricava dall’osservazione dei quadrivi. Veri e propri incroci che sezionavano la città e offrivano ai viandanti chiare indicazioni sulle destinazioni. Quello principale coordina benissimo lo smistamento tra Est (Mesopotamia), Ovest (Fenicia), Sud (Arabia) e Nord (Siria e in particolare Palmira).

Al termine di questi percorsi indicati nei quadrivi c’erano le 4 porte della città. Finemente lavorate e all’occasione chiuse per proteggere la popolazione.

Importante è anche l’Arco di Trionfo di Adriano, costruito per consentire alle truppe dei legionari di entrare ufficialmente e vittoriosi nella città al momento della conquista.

Non mancavano ovviamente gli spazi ludici, che i Romani apprezzavano in modo peculiare. A questo proposito non si può non ricordare il bellissimo stadio adibito tra l’altro alla corsa delle bighe.

Il cuore della città era costituito da Foro Ovale, una piazza o se volete Agorà di forma in realtà ellittica. Al centro è stata issata una colonna d’epoca attorno alla quale si celebrano eventi e vengono anche onorati artisti e personalità.

La Via del Cardo, “Montenapoleone antica”

La visita alla parte antica di Jerash potrebbe durare giorni. Ma volendo si può gustare in modo apprezzabile e completo anche in una mattinata piena. A condizione di avere una guida abile e preparata, e la pazienza di camminare sotto un sole cocente, che fa la sua parte nonostante il basso tasso di umidità.

La strada cittadina più importante, e anche tra le meglio conservate è la “Via del Cardo”, con le sue splendide colonne. In essa si aprivano esercizi commerciali e templi. Non è infrequente vedere fontane costruite per dare sollievo a viaggiatori e viandanti, e spazi per dare agli stessi frescura e riposo durante il viaggio.

Prima di accedere alla parte archeologica fa piacere al turista trovare un ricco mercatino coperto con annesso bar e giardino. I souvenir sono gradevoli e si trova veramente di tutto. Il gioco della contrattazione e quasi obbligatorio da praticare. Occorre ricordare che tutto è concesso, anche una offerta bassissima, seppure formulata col sorriso e con rispetto. In generale i Giordani sono persone splendide, ma sono giustamente fieri e orgogliosi. Ponendosi gentilmente si ottiene un largo sorriso e grande disponibilità.

A Nord ovest di Gerasa, volendo, si può visitare il Castello di Ajlun, poco distante dalle rive del Giordano. Una fortezza molto suggestiva costruita nel XII secolo, e perfettamente conservata, che costituì una delle roiccaforti diṢalāḥ ad-Dīn Yūsuf ibn Ayyūb, conosciuto in Occidente come il “feroce” Saladino. All’interno si trova un piccolo museo archeologico.

La prossima puntata ci porterà sul Monte Nebo, da cui Mosè vide la Terra Promessa, prima di morire, e poi a godere delle infinite suggestioni e risorse del Mar Morto.

 

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