Fisica Quantistica, Al-Khalili: "Gli odori si ascoltano"

Fisica Quantistica, Al-Khalili: “Gli odori si ascoltano”

Il noto fisico teorico spiega i meccanismi quantistici dell’olfatto, e come gli uccelli “vedono” la rotta.

In una serie di documentari scientifici registrati per Rai Scuola, il noto fisico teorico Jim Al-Khalili ha spiegato in termini divulgativi alcune nuove teorie quantistiche.

Lo scienziato, docente di Fisica Teorica all’Università del Surrey, ha prospettato quelle che sono le nuove scoperte della biologia, partendo dalle basi delle conoscenze pregresse.

Finora si è sempre pensato all’olfatto come una percezione riconducibile a capacità sensoriali specifiche. In realtà non sarebbe esattamente come sempre abbiamo creduto.

Gli odori verrebbero percepiti anche grazie alle vibrazioni quantistiche delle particelle subatomiche. Il suono da esse generato sarebbe determinante per l’individuazione dell’odore.

Prima di queste nuove osservazioni, si pensava che la capacità di distinguere un odore fosse in relazione con la forma delle varie molecole. Ogni molecola si sarebbe inserita metaforicamente in un ricettore adatto alla sua forma, generando la sensazione. Questa teoria però non spiegava il comportamento di due molecole dall’odore simile. Per esempio mandorla e cianuro hanno un odore che si può facilmente confondere, ma forme e dimensioni molto diverse.

La Dottoressa Jennifer Brookes dell’University College London, ha spiegato che ogni molecola è in grado di stimolare una diversa vibrazione. Il suono che ne deriva si accompagna alla forma specifica della molecola, e insieme ad essa determina la sensazione olfattiva.

…E l’occhio è una bussola

Questi studi hanno permesso di avvicinare alla risoluzione un altro dei grandi interrogativi della biologia. Pur non essendo legato all’olfatto, ma alla vista, si è compiuto un importante step per capire la capacità di migrazione degli uccelli. Anche in questo caso si tratta di meccaniche relative alla fisica quantistica.

La reazione della pupilla alla quantità di luce che la colpisce è, come sappiamo, una conseguenza della capacità della luce di stimolare una reazione fisico-chimica che attiva il processo.

I fotoni trasportano però informazioni al loro interno, che sono modificate da ogni seppur minima incidenza e variazione del campo magnetico terrestre.

Abbiamo infatti scoperto che le particelle subatomiche sono in grado di influenzarsi tra loro anche a distanza. Non siamo in grado di conoscere il loro status se non lo misuriamo. Ma ci accorgiamo che una volta misurato lo status di una particella, anche tutte le altre in relazione con essa assumono lo stesso status.

Questo però avviene se tale misurazione la facciamo all’altezza dell’equatore, dove l’incidenza del campo magnetico terrestre è minore. Se la misurazione la facessimo al polo nord o al polo sud, avremmo enormi probabilità che le particelle abbiamo due status diversi.

In questa variazione di influenza risiede la capacità degli uccelli migratori di essere guidati dalla propria “bussola biologica”. Che, al contrario di quanto avessimo potuto immaginare ed abbiamo sempre creduto, si trova nell’ambito della vista.

 

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